Località: Biassono (MB)
Tipologia: Istituto Scolastico
Superficie: 5.270 mq

Il progetto nasce nel contesto del concorso nazionale di architettura del Comune di Biassono indetto nel 2025.
La nuova scuola primaria si radica nel luogo attraverso un impianto planivolumetrico composto da piccoli corpi edilizi, articolati attorno a una corte centrale. I volumi riprendono la scala domestica e la tessitura dell’edificato circostante: non un monoblocco o una piastra compatta, ma un insieme di moduli che restituiscono ritmo, permeabilità e una presenza discreta ma significativa.
Sul fronte strada, l’edificio assume un carattere urbano, dialogando con lo spazio pubblico di via Locatelli; verso l’interno, invece, si apre in modo fluido e accogliente al sistema del verde e degli spazi collettivi, configurando un continuum con il futuro Parco delle Generazioni.
L’orientamento dei volumi e la porosità del masterplan favoriscono un’integrazione paesaggistica naturale e non invasiva, rafforzata da filari alberati, cortine vegetali e ampie superfici permeabili, che attenuano l’impatto volumetrico e amplificano il dialogo con l’ambiente.


La scelta dei materiali e dei colori contribuisce ulteriormente all’armonia con il contesto: i muri in laterizio forato richiamano la torre dell’acquedotto e altri elementi dell’edilizia storica locale, mentre la tonalità calda dei prospetti rilegge in chiave contemporanea la palette cromatica del patrimonio edilizio esistente, giocando con pieni e vuoti, ombre e volumi puliti. Le coperture a falda reinterpretano un archetipo costruttivo tipico della zona, ma vengono realizzate con pannelli tecnologici prefabbricati ad alta efficienza, coniugando tradizione formale e innovazione costruttiva.
La proposta architettonica nasce dall’idea di costruire un luogo per l’apprendimento che sia al tempo stesso semplice, riconoscibile, accogliente. I volumi sono chiari, distinti per funzione ma armonicamente relazionati tra loro: una piccola costellazione di piccoli volumi aggregati per decretare un gesto che non è solo linguistico, ma pedagogico e psicologico, perché consente al bambino di orientarsi, riconoscere i propri spazi e sviluppare un senso di appartenenza al luogo, sentendosi accolto.
